30 Marzo - Agricercando al mercato comunale di piazza delle Iris

Nel quartiere romano di Centocelle, in piazza delle Iris, approda Konsumer, che con i suoi volontari ed esperti, porta tra i circa sessanta banchi del mercato comunale il progetto “Agricercando”, finanziato regione Lazio.

È un venerdì mattina di inizio primavera e i clienti si aggirano attenti, esaminando quello che di lì a poco acquisteranno.

“I nostri clienti rimangono molto soddisfatti della durata dei nostri prodotti” afferma una commerciante di prodotti ortofrutticoli, proveniente da Montelibretti, a nord della capitale, sottolineando l’importanza del tempo che dedica ai propri prodotti affinché i consumatori abbiano meno scarto possibile.

“Scarichiamo tutti i giorni”, dice orgoglioso Simone, presidente del mercato; la fornitura quotidiana consente di offrire una rosa di prodotti variegata e qualitativamente elevata, ragioni che attirano clienti, abituali e non a frequentare il mercato.

Piazza delle Iris ospita un mercato rionale che funge da punto di incontro, oltre che da punto di vendita, valore da tutelare, in un’epoca in cui gli spazi e i tempi si sono fluidificati.

Tale importanza non sembra essere considerata dalle istituzioni, che non hanno concesso parcheggi al mercato comunale, decimando la clientela che non abita nelle immediate vicinanze.

“Il quartiere è diviso in troppi” , la grande distribuzione organizzata, infatti, è presente nei dintorni con numerosi punti vendita di recente apertura, elemento che depone a sfavore del mercato.

La lotta dei commercianti per mantenere viva questa realtà rionale è intrepida, avvalorata dal rapporto vantaggioso tra la qualità e il prezzo dei prodotti, rispetto a quello della grande distribuzione organizzata, celebrando così la filiera corta e la riduzione dello spreco alimentare, temi centrali per Konsumer.

L’associazione, in collaborazione con la regione Lazio sta promuovendo “Agricercando”, il progetto per la valorizzazione dell’agricoltura di prossimità, della filiera corta, dei mercati e della lotta allo spreco alimentare.

Ciò che gli ideatori di questo progetto hanno capito è che qualunque iniziativa si voglia percorrere, è imprescindibile il punto di partenza: le persone.

Sono le persone che scelgono cosa comprare, cosa mangiare e cosa buttare e in questa libertà e responsabilità che le persone esercitano, un ruolo fondamentale è giocato dall’informazione e dalla consapevolezza, oltre che dalla sensibilità individuale.

Il mercato rionale ha un grande valore emotivo testimoniato dalla fiducia che i suoi frequentatori dimostrano nella quotidianità e dalla confidenza conquistata con anni di soddisfazione per i prodotti acquistati, “il mercato rionale è il mercato nostro”, questa la frase di una cliente affezionata del mercato, che esprime chiaramente il legame che si instaura tra un consumatore e produttori e commercianti e di conseguenza l’enorme responsabilità di questi ultimi.

In questo scenario la filiera corta regna sovrana.

Per tutti i clienti intervistati, rifornirsi in un mercato trova la sua ragione, oltre che nel gesto sociale, nell’ avvicinarsi quanto più possibile a chi produce. Accorciare o addirittura eliminare i passaggi di trasformazione e distribuzione di un prodotto raccoglie sempre più consensi, comportando dei vantaggi economici e aumentando la durata della conservazione del prodotto.

Un cliente che si definisce “fautore del negozio sotto casa” conferma quanto effettivamente lo spreco sia ridotto quando i prodotti sono acquistati al mercato e quanto la grande distribuzione, a causa del confezionamento, impedisca di apprezzare l’effettiva qualità di ciò che si compra, prediligendo un’appetibilità per gli occhi, non garantita necessariamente in tavola.

Si torna perciò alla possibilità di scegliere. Scegliere di trovare un equilibrio tra la grande distribuzione organizzata, che nel nostro tempo ha portato benefici enormi e il produttore locale colonna portante di qualità e genuinità, oltre che simbolo di un lavoro legato alla terra, che dovremmo riscoprire.